La trama

Oggi ormai l'ho capito che non si arriva mai preparati

al momento cruciale della propria esistenza,

ma non potevo invece saperlo allora,

proprio quando il mio si stava consumando.

(Capitolo "Un cliente")


È una notte d’estate palermitana, una di quelle in cui l’afa è talmente umida e asfissiante che neanche un temporale può spegnerla. In una notte così, Stefano Cori, investigatore 29enne con un recente passato da gigolò per uomini, riceve la visita disperata e surreale di un elegante uomo che gli rivolge un appello: "Ho ucciso un uomo, ma nessuno vuole credermi. Tu devi aiutarmi"

Assonnato e curioso, Stefano sceglie di prestare fede alle parole di quell’uomo, nonostante molti dettagli del suo racconto lo lascino perplesso, perché si tratta finalmente del suo primo cliente e questo significa poter ufficialmente mettere alla prova le sue vergini doti investigative!

Luca Magliari, questo il nome del suo cliente, afferma con assoluta certezza di aver ucciso, strangolandolo con le proprie mani, un uomo che da mesi lo perseguitava.

In preda al senso di colpa, dopo, è corso alla polizia per autodenunciarsi e portare gli agenti sul luogo del delitto, dove però non viene ritrovato alcun cadavere. La scomparsa del corpo spinge la polizia a non prestar fede al racconto dell’uomo, con una velata accusa di mitomania.

Ed ecco perché Luca non vede altra alternativa che rivolgersi quella notte stessa ad un investigatore privato, cercandolo con urgenza sulle pagine gialle e affidandosi così a quell'annuncio trovato per caso fra gli altri:

"Stefano Cori, indagini per privati:

discrezione, competenza e passione al vostro servizio".

Nel racconto confuso e drammatico di Luca, Stefano individua un dettaglio che lo ispira istintivamente: ovvero una particolare collana che l'involontario assassino sostiene di aver visto addosso alla vittima e di cui riesce a fare una descrizione grafica straordinaria: il ciondolo del carro del dio Apollo. Proprio questa collana, infatti, porta Stefano prima a rintracciare Lia Scarvaci, la donna dell’uomo che Luca Magliari dice di avere assassinato; e da lei all'identificazione dello stesso persecutore: Davide Magliari, affascinante quanto inquietante personaggio della cui vita la stessa Lia sconosce molti dettagli.

Seguendo indizi anomali (bottoni, fotografie lacerate, cappucci di penne), tutti in linea con il peculiare istinto di Stefano, le indagini del novello investigatore alla ricerca del cadavere e della verità proseguono, nonostante la caustica opposizione del vice questore di polizia Massimo Pavesi, che da subito vede in Luca nient’altro che un mitomane.

Da una parte le amnesie e le incongruenze di Luca, dall’altra le critiche e gli intralci di Pavesi; impavido, Stefano insegue caparbiamente la “vita” di colui che per mesi ha perseguitato il solitario Luca, per arrivare a capirne la dinamica della morte.

Se questa morte c’è davvero stata!

Chi ha seguito nell’ombra Luca fino a costringerlo – per autodifesa – ad uccidere?

Dov’è finito il cadavere?

Quale segreto cela il carro di Apollo?

Dove arriva il controllo di Luca sulla sua vita, costellata da amnesie e crisi narcolettiche?

Da cosa originano le accuse di Massimo Pavesi contro Luca Magliari?

Quanto è valido l’istinto di Stefano? Quanto il suo fascino e le sue originali intuizioni potranno aiutarlo, anche quando il pericolo inizierà a coinvolgere lui?

In un crescendo di coinvolgimento emotivo, che mette a dura prova la sua strafottenza, Stefano giunge al punto in cui sogno e realtà confluiscono in un’unica dimensione: paura!


AVVERTENZA! Il romanzo "Il Carro di Apollo" è proprietà intellettuale e materiale della sua autrice Patrizia Grotta, in quanto sua unica ed esclusiva ideatrice e realizzatrice. A tutela del suo diritto d'autore, Patrizia Grotta è ricorsa a varie strategie, tra cui il deposito presso un notaio dell'intero corpo del romanzo (dalla versione primaria a quella attuale attraverso ogni file modificato, firmato e datato).

Si diffida pertanto chiunque dal tentativo di appropriarsi del materiale qui offerto in sola qualità di anteprima, pena ricorso immediato alle autorità competenti.


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